martedì 19 gennaio 2016

Povia e il facile marketing del complottismo

Complottismo e musica in un mix letale


Un personaggio artisticamente mediocre come Povia non meriterebbe alcuna attenzione, se non fosse che il suo cambio di rotta musicale rappresenta un curioso caso sociale da analizzare. Ma procediamo con ordine.
Povia? Chi è Povia? Forse molti (anzi, tutti) se lo ricorderanno per tre canzonette di poco conto: Quando i bambini fanno oh, Proprio come fa un piccione e quello scempio terribile di Luca era gay. Con quest'ultima canzone del 2009 sembra poi essere sparito dal panorama musicale italiano. Ma, usando il titolo di uno dei racconti più belli di Stephen King: a volte ritornano.
Italia, anno 2015. Da chissà quale antro nascosto ecco sbucare fuori il soave menestrello con un canzone molto diversa da quelle citate in precedenza: Chi comanda il mondo.
Povia e la sua faccia intelligente
Che diamine è successo? Pensai, appena la vidi. Ma Povia non era quello che parlava di piccioni, bambini e dubbie conversioni? Devo ammettere che, incuriosito dalla cosa, andai ad ascoltare quella canzone su Youtube. Non che avessi grandi aspettative a riguardo, e infatti mi bastarono pochi minuti per accorgermi dell'accozzaglia di luoghi comuni e complottismo di bassa lega. 
Abbandonai subito il video e mi lasciai Povia alle spalle per un bel po' di tempo.
Con il passare dei mesi però, cominciò ad apparirmi in bacheca con una certa costanza, o perché messo alla berlina da alcune pagine Facebook che seguo o perché qualche contatto condivideva i suoi contenuti "politici".
Al che, decisi di farmi un giro sulla sua pagina ufficiale per vedere cosa stesse accadendo e per capire quale strano alieno lo avesse rapito per impiantargli nel cervello un diverso sistema operativo.
Lì dentro ho visto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare. Sinceramente, non saprei nemmeno da dove cominciare. Partiamo da una panoramica generale.
Il nuovo Povia sembra racchiudere in sé tutte le caratteristiche del complottista medio del web; è un po' "la voce artistica" di questa categoria sociale che vede complotti in ogni dove, che si crede sveglio solo perché si "informa" su siti come "La stella" e "Vox news" e che si vanta di essere anticonformista solo perché ha "il coraggio" di sparare a zero su tematiche scottanti come immigrazione, diritti omosessuali et similia.
Tra gli argomenti preferiti del nuovo paladino della controinformazione c'è uno dei temi preferiti del gentista medio: le bbbanche cattive, il governo ladro e la malvagia Unione Europea
Ora, sono consapevole dei molti difetti di quest'ultima e, soprattutto, dei molti fallimenti di un'unione politica che non è mai avvenuta, visto che spesso ogni nazione è interessata a difendere il proprio orticello. Allo stesso modo, non sono certo un sostenitore sfegatato del governo Renzi, ma se c'è una cosa che non sopporto è la critica insensata di chi parla senza cognizione di causa, senza analizzare nel dettaglio la situazione con imparzialità ma sparando a zero i suoi slogan ricorrenti, vedendo complotti - massonici, ebraici, economici - ovunque.
Questo è proprio il caso di Povia. Nel già citato Chi controlla il mondo è possibile rinvenire tutto ciò, anche a livello estetico con chiari richiami alla demoniaca moneta unica e alle stelle dell'UE che diventano una corona di spine. 
Povia e Berlusconi

Va be', ci può stare, si potrebbe pensare, è soltanto una canzone e non ha certo il modo di diventare un'analisi politica dettagliata, che si può invece approfondire sulla pagina Facebook. Ma proprio quello è il problema. Appena Povia parla non a ritmo di musica, cosa spunta fuori? Esattamente le stesse cose. Banche cattive, piove governo ladro, gomblotti, un po' di Modern Money Theory qua e là, si stava meglio quando c'era Abberlusconi e, nonostante la sua ammissione di non essere politicamente schierato, l'ormai onnipresente Matteo Salvini, che agli occhi di Povia è il portavoce (insieme al caro Silvio) della lotta contro il Nuovo Ordine Mondiale (poco importa il fatto che Lega e Forza Italia abbiano passato oltre 11 disastrosi anni al governo, occupandosi principalmente dei problemi giudiziari di Berlusconi).

Povia e il razzismo
Ovviamente, data la deriva destrosa del Povia-pensiero, immancabili i complottismi sull'immigrazione e gli ampi deliri sull'invasione pianificata, la distruzione della cultura occidentale personificata nella rimozione dei crocifissi dalle scuole (laicità, questa sconosciuta) e l'ampia inflazione del termine "buonista" utilizzato contro chiunque provi a criticarlo. La cosa peculiare è che, rispetto allo xenofobo medio, Povia è ancora più irritante poiché è uno di quelli che maschera la propria paura del diverso dietro una presunta "coscienza sveglia", che solitamente esprime i propri vaticini tramite il famoso "non sono razzista ma...", che si reputa superiore poiché in grado di pensare in maniera "pragmatica" da maschio alfa (quella che porta ad affrontare i problemi non cercando di risolverli ma schiacciandoli con la chiava) e perché vede il "grande piano" dietro le migrazioni di massa, il famoso Piano Kalergi tanto amato dai complottisti con qualche tendenza razzista. 

Povia e il Piano Kalergi


La materia di discussione però è ancora più ampia; dai complotti al governo a quelli dell'immigrazione si passa a una delle lobby più temute da parte del popolo complottista: la famigerata Lobby Gay.
Eh sì, perché a quanto pare protestare perché ti vengano riconosciuti dei diritti negati solo per le tue tendenze sessuali ti rende automaticamente parte di una lobby segreta, che tenta di manovrare il mondo traviandolo con l'amore omosessuale, come era successo al povero Luca che, però, si è salvato di un soffio. Ma il malvagio Gender è sempre in agguato, e il paladino Povia è uno dei combattenti più tenaci (insieme ad Adinolfi e Fusaro), che ha già affrontato molti sacrifici per colpa delle sue denunce politiche, rimettendoci sul piano artistico e personale visto che la Lobby Gay non perdona le voci di denuncia (soprattutto se espresse con canzoni mediocri come Luca era gay).

Povia e i gay

In mezzo a tutto questo ciarpame complottistico vi è anche qualcosa di meno conosciuto, a dimostrare il grande eclettismo culturale di questa geniale personalità musicale. Tra un gay, un nero e qualche banchiere ebreo corrotto, è giusto tirare in ballo anche qualche complottismo di stampo borbonico, per accontentare il pubblico meridionale:

Povia, il meridione e i Borboni

In tutto ciò, a dimostrazione della superficialità di questo individuo, vi è la caratteristica più fastidiosa del personaggio: lo spropositato utilizzo del termine bimbominkia. La cosa mi irrita enormemente per due motivi: 1) Perché è un termine ormai desueto, che andava di moda qualche anno fa ma che, per fortuna, si è smesso di usare; 2) Perché ogni singola persona che prova a contraddirlo o a criticarlo viene bollato come bimbominkia, proprio a dimostrazione della sua profonda superiorità.

Povia e i bimbominkia

Per concludere questa breve disamina sul personaggio, vorrei cercare di dare una spiegazione di questa "evoluzione artistica" di Povia. 
Difatti, non è casuale che da canzoniere di musichette da San Remo si sia trasformato in uno dei tanti nuovi vati della controinformazione. E il motivo che ho trovato è soltanto uno: il marketing.
Come accennato a inizio articolo, dopo il 2009 Povia sembrava scomparso; non che prima avesse avuto questo grande successo, ma perlomeno era riuscito a creare qualche tormentone da estate con cui ha campato per qualche tempo. Poi, un lungo silenzio interrotto con la sua ricomparsa in vesti totalmente nuove.
Una metamorfosi necessaria, dettata dalla sua pochezza artistica. Evidentemente non era più in grado di replicare il fortuito successo dei pochi tormentoni che era riuscito a creare ed ha quindi deciso di buttarsi su un campo molto proficuo dal punto di vista economico: il facile complottismo.
Povia e il fallimento artistico
Dietro ai siti di controinformazione girato moltissimi soldi, tutti ricavati dagli introiti pubblicitari accumulati ad ogni visita sul blog. Le notizie false e sensazionalistiche infatti si diffondono a una velocità irrefrenabile, in poco tempo raggiungono migliaia di condivisioni e di visualizzazioni.
Il meccanismo utilizzato da Povia è lo stesso di questo tipo di siti internet, con la differenza che anziché guadagnare con articoli fuffa di un blog tenterà di lucrare con un disco musicale autoprodotto basato sulla medesima fuffa. 
Come avrete notato dagli screen precedenti, ogni suo post presenta l'avviso "spammate ovunque" "condividete" "fatelo sapere se siete svegli" classici richiami addesca-complottisti che fanno sentire questi ultimi delle persone illuminate solo perché condividono notizie di "controinformazione" che nessuno conosce, che nessuno vuole far sapere ma che, guardacaso, si ritrovano su centinaia di siti online dal dominio "altervista".
Il tutto ergendosi a vittima sacrificale del sistema corrotto, che gli impedisce di fare musica perché lui è un portavoce di verità scomode che però non vuole abbassare la testa e decide di autoprodursi.
Ma la verità è un'altra. La mediocrità passa di moda in fretta e finisce subito nel baratro del dimenticatoio. Povia ha vissuto proprio questa esperienza, non certo il pugno repressore del sistema che vuole censurarlo.
A quel punto ha saputo reinventarsi e creare qualcosa di "diverso", pedalando dietro la fertile scia del complottismo. Ma c'è un abisso che separa l'essere un buon operatore di marketing e l'essere un artista scomodo. E Povia non rientra certamente in questa seconda categoria.

Daniele Palmieri

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1 commento:

  1. Concordo in parte, nel senso che la svolta sovranista-complottista di Povia è sicuramente abbastanza recente ( la collocherei temporalmente intorno al 2013-2014), mentre invece certe posizioni conservatrici sui temi etico-sociali( penso alla difesa della famiglia tradizionale, le critiche ai gay ecc.) sono vecchie come il cucco, in pratica se le porta dietro da quando esiste( se non erro ci sono interviste datate 2005 o 2006 dove già esprime certe posizioni, nonchè una antica partecipazione al Family Day datata 2007)..In sostanza credo che Povia, perlomeno su alcuni temi, l'abbia sempre pensata così....Ora però sicuramente ci sta lucrando su...

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