domenica 8 ottobre 2017

Emanuele Franz: Le basi esoteriche della geometria frattale


Emanuele Franz è un filosofo ed editore friulano, fondatore della Audax Edizioni, che per vastità di orizzonti speculativi e metodo d'indagine paragonerei a Giordano Bruno. Prossimamente, avremo modo di approfondire la sua figura con un'intervista esclusiva rilasciata per Nero d'inchiostro.
Nel presente articolo, vorrei invece iniziare presentarlo, come si confà a un filosofo, a partire da una sua opera. Il testo in questione è Le basi esoteriche della geometria frattale. Per una metafisica dell'albero, pubblicato nel 2008 proprio dalla Audax Edizioni, in una tiratura limitata di copie ciascuna delle quali rilegata a mano, secondo le antiche e artigianali tecniche di editoria.
Le basi esoteriche della geometria frattale è un testo breve ma denso di concetti. Ogni riga condensa in sé l'essenziale e le parole sono soppesate per non essere né troppe né troppo poche.
Leggendo tale opera, è possibile comprendere perché io abbia paragonato Emanuele Franz a un Giordano Bruno contemporaneo; le tematiche e la metodologia d'indagine si inseriscono nel fiorente filone di uno dei periodi più fiorenti della filosofia italiana, quella umanistica e rinascimentale, che coniava in sé, con vaste tendenze sincretiche, ogni forma del sapere: scienza, filosofia, esoterismo, magia, mitologia e alchimia, mostrando come non sia possibile descrivere la complessità dell'Essere limitandosi soltanto a una limitata prospettiva.
Le basi esoteriche della geometria frattale rappresenta proprio una affilata indagine sull'Essere in grado di partire da osservazioni scientifiche e naturalistiche sul mondo senza, tuttavia, limitarsi alla descrizione dei fenomeni naturali, ma utilizzando quest'ultimi come scala per trascendere la mera materialità e identificare principi spirituali astratti, che sembrano permeare l'intera trama del Cosmo.
Punto di partenza, sono le regolarità e le armonie che sembrano ripresentarsi in ogni livello della natura; dagli oggetti inanimati alla vita organica, fino alle reazioni chimiche e ai fenomeni naturali.
Questi fenomeni, come evidenziò per primo Mandelbrot, mal si prestano alla riduzione alla geometria euclidea poiché, sebbene nel loro insieme possano presentare uno sviluppo regolare, risulta invece imprevedibile nel particolare.
Nacque così la geometria frattale, che descrive un universo "aleatorio, frantumato, così simile alla nostra esperienza e così lontano dall'universo della geometria classica". 
Caratteristica del frattale è l'autosomiglianza; a ogni livello, un frattale sembra presentare una copia identica di se stesso, tanto che è quasi impossibile comprendere se ci si trova di fronte all'oggetto nel suo intero o a una porzione di esso. E il frattale dalla maggiore ricorrenza in natura è quello dell'Albero. Le foglie, i rami, le radici, le corna di un cervo, i delta dei fiumi, i fulmini, i bronchi dell'uomo, le cellule del sistema nervoso, le linee dei palmi delle mani, sono tutti esempi di strutture frattali naturali, dalla diversa origine materiale, organica e biologica, che tuttavia manifestano la medesima struttura. 

Come scrive Franz: ""Procederemo quindi convinti che l'Essere non ricama le sue trame in modo arbitrario, e che seguendo uno dei suoi fili sia possibile scorgere l'intero tessuto" e, a partire da ciò, sembra che vi sia una trama nascosta che permea l'intero Cosmo, espressione di un ordine intrinseco che permette lo sviluppo di tutto ciò che esiste; e che questa trama nascosta sia proprio quella dell'Albero.
Vi è una connessione inscindibile tra la struttura metafisica dell'Albero e la vita. Basti pensare all'albero dei viventi, che rappresenta le diverse ramificazioni intraprese dalla vita delle diverse specie; ma, trascendendo il mondo scientifico, anche nella mitologia l'Albero della vita ricorre in diversi miti e leggende, elencati con precisione da Franz, tra i quali spiccano sicuramente l'Albero della Vita e della Conoscenza nella Genesi, l'Albero sefirotico della Qabbala Ebraica, l'Albero Yggradsil della mitologia nordica. Da cosa deriva questa stretta relazione tra la forma frattale dell'Albero e la vita?
Secondo Franz:

"Se consideriamo l'albero non in quanto tale, ma come simbolo, come effigie immateriale che si manifesta nell'albero ma non è l'albero, e di conseguenza immaginiamo di vedere proseguire all'infinito i rami di quest'albero, in modo che essi s'intersechino a vicenda, si congiungano, si intessano, si prolunghino l'un l'altro, tanto da far crescere alberi all'interno di altri alberi e così via, potremmo identificare questo immenso albero così ricavato con la totalità dell'Essere".
La forma frattale dell'Albero è la forma prediletta dall'Essere stesso per crescere e manifestarsi, poiché la ramificazione permette di mantenere l'intrinseca unità anche nella molteplicità delle diverse manifestazioni, senza perdere la perfezione iniziale che anzi, in questo modo, ramifica e si diffonde in ogni grado di esistenza.
In conclusione di tale concisa e, per forza di cose, non esaustiva esposizione, consiglio la lettura del testo di Emanuele Franz, che, pur nella sua brevità, è in grado di aprire, come la lama di un rasoio, uno squarcio sul "Velo di Maya" dietro al quale si nasconde l'intimo segreto dell'Universo.

Le basi esoteriche della geometria frattale, Emanuele Franz, Audax Edizioni

E' possibile acquistare il testo e le altre opere di Emanuele Franz presso il sito della Audax Edizioni: http://www.audaxeditrice.com/index/Audax_PubblicazioniPage.

Daniele Palmieri

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